FutureLab 2025

Il futuro accade. Impariamo a costruirlo, giocando.

Il futuro arriva, in ogni caso.

Ma come possiamo aiutare ragazze e ragazzi di 11, 12 e 13 anni a viverlo come un’opportunità da conoscere ed esplorare, invece che come qualcosa di incerto o da temere? E quale ruolo possiamo avere noi genitori, nell’accompagnarli? La domanda “cosa farai da grande?” molte volte non sembra funzionare.

E se il modo migliore per avvicinarsi al futuro fosse domandarsi “chi vuoi diventare da grande?” E nel domandarselo imparare a costruire questo futuro da subito, giocando?

Nasce da questa idea Future Lab – In gioco per il futuro! un laboratorio vocazionale pensato per accompagnare ragazze e ragazzi della scuola secondaria di primo grado in un percorso di scoperta di sé, delle proprie risorse e dei propri sogni, coinvolgendo i genitori come alleati nel loro cammino di crescita.

La prima edizione si è svolta all’inizio delle vacanze natalizie del 2025, immersi nella magia della Cascina Valsorda.

Attraverso attività pratiche, esperienze e giochi capaci di trasformare la curiosità in apprendimento, ragazze e ragazzi hanno indagato tre aree fondamentali: Risorse, Futuro e Azione.

Nell’area risorse, hanno scoperto i propri superpoteri: le cose che amano fare, quelle in cui sono bravi, ma specialmente i valori guida che li orientano nel fare scelte e prendere decisioni, ovvero le “potenzialità”. Hanno imparato a prendere coscienza delle risorse che già possiedono e utilizzano, senza magari rendersene conto. Si sono scoperti già ricchi e, nell’area azione, come divenirlo ancora di più.

Nell’area futuro, hanno iniziato ad aprire lo sguardo alle possibilità che si aprono davanti a loro. Hanno esplorato quelli che chiamiamo i “campi vocazionali”: comunicazione, cura e difesa, ricerca, meccanica, organizzazione, formazione, arte e agro-gastronomia. Invece che partire dal lavoro, dalle possibili figure professionali, hanno indagato cosa suscita il loro interesse, li incuriosisce e li entusiasma: “non smetterei mai di fare i biscotti”, “mi piace montare e smontare le cose per capire come sono fatte”, “per me è importante rendermi cura di chi ho vicino”. Abbiamo allenato immaginazione e desiderio di scoperta, il nome del lavoro seguirà, o magari non esiste ancora. Ma il desiderio alberga già in loro.

Nell’area azione, i ragazzi hanno sperimentato sin da subito l’importanza di mettersi in gioco. Hanno fatto fatica, sperimentato la fiducia, sbagliato e provato a cambiare, passando dal “non sono capace” al “non sono capace adesso e posso migliorare”. Hanno riflettuto sull’errore e su come non farsi abbattere, e concentrare energie su ciò che è sotto il proprio controllo. E si sono allenati, allenati, allenati, con fatica “buona” che permette di crescere, imparare e avvicinarsi agli obiettivi.

L’esperienza è stata molto emozionante anche per noi coach. Si è creato uno spazio di fiducia dove ragazze e ragazzi si sono sentiti liberi di esprimersi e sperimentare, di mettersi in gioco e raccontare agli altri un pezzo di sé, imparando insieme.

E i genitori?

Sono stati dei grandi alleati nella scoperta. Abbiamo condiviso gli strumenti utilizzati perché il lavoro e l’alleanza possa continuare a casa e nella restituzione finale come approfondire insieme ai propri figli gli interessi emersi: ricerche, esperienze e incontri con persone appassionate del proprio lavoro sono solo alcuni passi da fare insieme.

Per informazioni generali, collaborazioni o per fissare un primo incontro:
info@ilcoachingumanistico.com

Leggi la nostra Privacy Policy.

© 2026. All rights reserved.